Il culto di San Nicola

Il culto

Il culto si diffuse dapprima in Asia Minore (nel VI secolo 25 chiese a Costantinopoli erano a lui dedicate), con pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell'abitato di Myra. Numerosi scritti in greco ed in latino ne fecero progressivamente diffondere la venerazione verso il mondo bizantino-slavo e in Occidente, a partire da Roma e dal Meridione d'Italia, allora soggetto a Bisanzio.

San Nicola è così diventato già nel Medioevo uno dei santi più popolari del cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati.San Nicola è uno dei santi più venerati ed amati al mondo. Egli è certamente una delle figure più grandi nel campo dell’agiografia. Tra il X e il XIII secolo non è facile trovare santi che possano reggere il confronto con lui quanto a universalità e vivacità di culto.
Ogni popolo lo ha fatto proprio, vedendolo sotto una luce diversa, pur conservandogli le caratteristiche fondamentali, prima fra tutte quella di difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie. Egli è anche il protettore delle fanciulle che si avviano al matrimonio e dei marinai, mentre l’ancor più celebre suo patrocinio sui bambini è noto soprattutto in Occidente.

San Nicola veneratissimo tra cattolici, ortodossi e protestanti, è considerato il protettore delle ragazze e dei naviganti. Ancora oggi sono custodite, sotto l'altare della cripta, le ossa del Santo patrono della città. Proprio da queste ossa i monaci avrebbero estratto un liquido dalle potenzialità taumaturgiche, chiamato manna. A questa vicenda vanno ricondotte le qualità di taumaturgo attribuite a san Nicola.



Le legende

Negli anni che seguirono la sua morte, si diffusero numerosissime leggende. Una tra le più famose e confermata da Dante nel Purgatorio (XX,31-33) è quella delle tre giovani poverissime. Nicola, addolorato dal pianto e commosso dalle preghiere di un nobiluomo impossibilitato a sposare le sue tre figlie perché caduto in miseria, decise di intervenire lanciando per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre aperta del vecchio castello, i tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze. La prima e la seconda notte le cose andarono come stabilito. Tuttavia la terza notte San Nicola trovò la finestra inspiegabilmente chiusa. Deciso  a mantenere comunque fede al suo proposito, il vecchio dalla lunga barba bianca si arrampicò così sui tetti e gettò il sacchetto  di monete attraverso il camino, dov'erano appese le calze ad asciugare, facendo la felicità del nobiluomo e delle sue tre figlie.
In altre versioni posteriori, Nicola regalava cibo alle famiglie meno abbienti calandoglielo anonimamente attraverso i camini o le loro finestre. In ogni caso San Nicola divenne nella fantasia popolare "portatore di doni", compito eseguito grazie ad un asinello nella notte del 6 dicembre (S. Nicola, appunto) o addirittura nella notte di Natale.
Il nome olandese del santo, Sinter Klass, venne importato in America dagli immigrati come Santa Claus (abbreviazione di Sanctus Nicolaus), la cui traduzione in italiano è solitamente Babbo Natale.  

Le luminarie

Le feste di San Nicola del 6 dicembre (solennità liturgica) e del 9 maggio (Traslazione delle reliquie da Mira a Bari) come quella del 19 dicembre e del 22 maggio (secondo il calendario giuliano) rappresentano grandi momenti di fede e di pietà popolare che vedono coinvolti migliaia di pellegrini provenienti da ogni parte della Puglia e da tutta l’Italia meridionale peninsulare, nonché numerosissimi pellegrini ortodossi provenienti soprattutto dalla Russia che riconoscono in San Nicola il più potente intercessore presso Dio. Durante la sagra dal 7-9 maggio si svolgono solenni celebrazioni religiose e svariate manifestazioni culturali. Il 7 maggio, in modo particolare, la rievocazione della Traslazione di San Nicola attraverso Corteo Storico è la manifestazione culturale che meglio esprime e riattualizza l’epica impresa dei marinai Baresi che hanno cambiato, dl momento della traslazione, il volto e il destino della città di Bari.
Suggestivo è il pellegrinaggio dell’8 maggio: San Nicola dalle viuzze strette ed anguste di Bari vecchia, viene abbracciato dall’immensità del mare. E’ qui, sul mare, dopo che la bellissima statua del santo varca le soglie del portale centrale della basilica per uscire ed incontrare i suoi pellegrini, che giunge a termine la lunga processione per le vie principali della città. E’ qui sul mare che San Nicola attende tutti i pellegrini che, con le loro barche, vengono a rendere omaggio al santo venuto dal mare, protettore dei mari e dei naviganti.

Il corteo storico

 Nel 1087 un gruppo di circa 80 uomini partì da Bari per traslare le ossa di san Nicola da Myra a Bari. San Nicola era (ed è tutt’ora) il santo in Italia più venerato al mondo (patrono della Russia, celebrazioni nazionali in Olanda, Francia, Germania, Belgio e altre). Da allora Imperatori, re, Capi di stato, popoli da tutto il mondo (oriente e occidente) hanno reso omaggio alle spoglie del santo presso la Basilica Pontificia di San Nicola. La città di Bari sin dal 1089 celebra la traslazione unitamente a migliaia di persone di diverse nazionalità, all’inizio con una processione celebrativa religiosa e nei secoli successivi con una vera e propria rievocazione storica. Rievocazione che ancora oggi la città di Bari conserva nella sua tradizione con una rappresentazione che coinvolge circa 800 persone per un pubblico di quasi 100.000 persone. La traslazione di san Nicola è quella più documentata nella storia e nel mondo e la sua rievocazione è la più antica. Dato anche il fatto che il posizionamento del santo in Italia, ebbe ripercussioni sociali, politiche e religiose in tutta Europa nonché in Oriente (le stesse crociate furono bandite dallo stesso Urbano II che consacrò la Basilica dalla quale i crociati di gran parte d’Europa passavano a chiedere benedizione - 1095). Il metropolita Ortodosso proclamò i festeggiamenti in Russia (tutt’oggi in vigore) della traslazione in Bari sin dal 1091 e basiliche a lui dedicate sono presenti in tutta Europa (la Basilica di Praga ha la volta interamente affrescata e riporta l’arrivo del santo in Bari).  Ancora oggi l’evento è ogni anno ripreso da tv nordeuropee.

Le reliquie nella cripta della basilica

Le ossa del Santo (circa il 65 % dello scheletro) si trovano all’altezza del piano di calpestio, racchiuse in blocchi di cemento armato. La non completezza si spiega col fatto che varie reliquie erano già sparse per il mondo e che i baresi dovettero agire in fretta per timore dell’arrivo dei saraceni, e quindi dovettero accontentarsi delle ossa più grandi immerse nel sacro liquido.
Qualche anno fa, quando gli operatori della BBC di Londra calarono una sonda, si vedeva il cranio in posizione piuttosto centrale ed il resto delle ossa sparse intorno. La ricostruzione dello scheletro realizzata nel 1988 dal professore Luigi Martino mostra un uomo di media statura.
La parte restante delle ossa potrebbe trovarsi in varie chiese del mondo e soprattutto a Venezia, considerando il fatto che i Veneziani nel 1099/1100 si inoltrarono anch’essi fino a Mira e rapirono le ossa di alcuni personaggi sepolti nell’antica basilica di S. Nicola. Il fatto, però, di aver preso le reliquie di vari personaggi ha reso difficile l’individuazione delle eventuali ossa di Nicola rispetto a quelle degli altri.