Il Carsismo e le Grotte

Il Carsismo

Il termine carsismo indica l'attività chimica esercitata dall'acqua, soprattutto su rocce calcaree, sia di dissoluzione sia di precipitazione. La parola ha origine dal nome della regione dove inizialmente questo fenomeno è stato studiato, il Carso Triestino. Questa regione si estende grosso modo dal Golfo di Trieste verso nordest fino alla valle del fiume Vipacco (Vipavska dolina, Slovenia) e dal fiume Isonzo verso sudest fino o poco oltre la sorgente del torrente Rosandra.

Con il progredire degli studi sul carsismo è diventato evidente che questo tipo di terreno è uno dei più interessanti paesaggi del suolo terrestre. Le varie espressioni del carsismo si distinguono principalmente per il tipo di substrato roccioso sul quale avvengono. In Italia si conoscono principalmente le forme di carsismo su rocce a matrice calcarea e dolomitica, ma altrove esso si manifesta anche in rocce sedimentarie costituite da sale e da gesso.

In Puglia (Italia) si hanno diverse manifestazioni del fenomeno carsico, sia disseminate sul promontorio del Gargano, sia interessanti in maniera massiccia l'intero altopiano delle Murge, praticamente dal confine sud dell'asta fluviale dell'Ofanto fino allo Jonio, dal tarantino al Salento. Tra questi si ricordano il Pulo di Altamura (la dolina dal diametro maggiore in assoluto, coi suoi oltre 500 metri), il Pulo di Molfetta (esemplare dolina di crollo, dalle pareti punteggiate da centinaia di grotte e cunicoli, molti dei quali intercomunicanti), il Pulicchije di Gravina, le gravine stesse (profondi solchi incisi da antichi corsi d'acqua nella roccia calcarenitica) e, tra i fenomeni di carsismo ipogeo, le Grotte di Castellana e la Grotta di Putignano, oltre alle innumerevoli lame.Le grotte sono senza dubbio le forme più conosciute, ma esistono anche cunicoli più o meno estesi, come quelli percorsi da fiumi sotterranei, come ad esempio il Timavo, che scompaiono dalla superficie terrestre sprofondando nel sottosuolo dove scorrono anche per parecchio tempo prima di tornare all'aperto (risorgive carsiche). L'esplorazione speleologica ha permesso inoltre di rilevare sifoni, condotti e altre forme di collegamento tra cavità ipogee.

Le grotte di Castellana

 Le Grotte di Castellana – un complesso di cavità sotterranee di origine carsica, di notevole interesse turistico, tra i più belli e spettacolari d’Italia – sono ubicate nel Comune di Castellana-Grotte, a circa 1,5 km dall’abitato.

Si sviluppano per una lunghezza di 3348 metri e raggiungono una profondità massima di 122 metri dalla superficie. La temperatura degli ambienti interni si aggira attorno ai 16,5°C.

Situate alle porte della Valle d’Itria, a pochi chilometri da borghi incantevoli come Alberobello, Cisternino, Polignano a Mare, le Grotte di Castellana si aprono nelle Murge sud orientali – a 330 m s.l.m. – sull’altopiano calcareo formatosi nel Cretaceo superiore, circa novanta-cento milioni di anni fa.

La bellezza delle Grotte di Castellana richiama visitatori da tutto il mondo, e dal giorno della loro apertura al pubblico, più di 15 milioni di persone hanno percorso le sue vie sotterranee. La visita alle Grotte si snoda lungo un percorso di 3 Km: una straordinaria escursione guidata, a circa 70 metri di profondità, in uno scenario stupefacente, dove caverne dai nomi fantastici, canyon, profondi abissi, fossili, stalattiti, stalagmiti, concrezioni dalle forme incredibili e dai colori sorprendenti sollecitano la fantasia di bambini e adulti.

Le Grotte di Castellana sono, quindi, a pieno titolo, un’imperdibile occasione per ammirare uno dei luoghi naturali più sorprendenti di una Puglia meravigliosa.

La grotta Bianca

La visita alle Grotte di Castellana è possibile tutto l’anno. Il percorso di sviluppa ad una profondità media di 70 metri secondo due itinerari: il primo della lunghezza di 1 chilometro e della durata di 50 minuti, l’altro della lunghezza di 3 chilometri e della durata di quasi 2 ore. La temperatura degli ambienti sotterranei, costante tutto l’anno, è di circa 18 °C, mentre il tasso di umidità è superiore al 90%.

Il tratto delle Grotte accessibile al pubblico è costituito da ambienti molto vari per forma e dimensioni. Stalattiti, stalagmiti, cortine, colonne, preziosi cristalli occhieggiano ovunque. I nomi di ambienti attraversati sono frutto della fantasia dei primi esploratori: la Lupa, i Monumenti, la Civetta, la Madonnina, l’Altare, il Precipizio, il Corridoio del deserto, la Colonna rovesciata, il Corridoio Rosso, la Cupola.

Infine, l’ultima e più bella caverna del sistema sotterraneo, la Grotta Bianca, definita per la ricchezza e il biancore dell’alabastro, la più splendente del mondo.

La grotta Zinzulusa

La Zinzulusa è una grotta naturale costiera, che si trova lungo il litorale salentino tra Castro e Santa Cesarea Terme. La denominazione della grotta deriva dal termine dialettale "zinzuli", stracci, ed è dovuta alle formazioni carsiche, in particolare stalattiti, che pendono dal soffitto come fossero stracci appesi.La formazione della grotta, avvenuta per erosione marina, è ricondotta al periodo del Pliocene.

La grotta, idealmente divisibile in tre zone (ingresso, cripta e fondo), è invasa da acque sia marine che dolci sorgive, limpidissime e fredde. È particolarmente interessante dal punto di vista faunistico la presenza di poriferi, organismi generalmente non adatti ad ambienti isolati; in generale la grotta è ospite di una inusuale diversità biologica, con anche specie endemiche della grotta: 

  • (ingresso) - si caratterizza per la grande varietà e quantità di stalattiti e stalagmiti che hanno una straordinaria somiglianza con oggetti. In questa zona, attraverso un lungo corridoio denominato delle Meraviglie si trova un piccolo lago, di acqua limpidissima dolce mista a infiltrazioni marine, chiamato Trabocchetto.
  • (cripta) - la grotta continua con una grande cavità denominata cripta o Il Duomo, caratterizzata da pareti lisce alte fino a 25 metri; questa parte di grotta pare risalire al Cretacico. La grotta era abitata da un gran numero di pipistrelli, che l'avevano ricoperta con il loro guano per 5, 7 metri. Il guano, solido e su cui era possibile camminare, fu estratto negli anni 1940 da operai che crearono anche i camminamenti interni, oggi usati per le visite turistiche. Rimangono nella grotta poche decine di pipistrelli, che la abbandonano la notte.
  • (fondo) - è la parte terminale della grotta, che giunge fino a 160 metri oltre l'ingresso, anch'essa ricavata in rocce cretaciche, e ospita il piccolo bacino chiuso del Cocito. Le acque sono caratterizzate da una stratificazione: nella parte bassa sono calde e salmastre mentre in superficie sono dolci e fredde.

La grotta presenta ulteriori bacini interamente sommersi, esplorati fino a 250 metri dall'ingresso.

 

La grotta Palazzese a Polignano

Si affaccia sulle acque cristalline di Polignano a Mare, in provincia di Bari. È la suggestiva Grotta Palazzese, la più grande della zona. Qui sorge un altrettanto caratteristico ristorante ricavato nel cuore della grotta. La Grotta Palazzese è la più grande e la più conosciuta delle 80 grotte naturali che squarciano la costa rocciosa nei pressi della città di Polignano. Vi si può accedere dalla strada attraverso una stretta scala scavata direttamente nella roccia.

Il mare qui attraversa due grandi aperture naturali. All'interno si trova una grande sala semicircolare di circa 30 metri di diametro.

Qui sorge l'omonimo ristorante, nella suggestiva cornice tra strette viuzze e case bianche e a strapiombo, al centro dell'antico borgo pugliese. Oggi, un ristorante. In passato, una sala da ballo da utilizzare sulla falsariga di quelle di Versailles, Questo pensò nel 1730 il Duca Leto di Napoli, signore di Polignano, che affidò la grotta al villaggio per usarla come sala per le grandi occasioni. Da allora, la grotta divenne un luogo di incontro dell'alta società sulla via Appia.La grotta fu abbandonata dopo la Rivoluzione francese e l'abolizione del feudalesimo. Ma ogni anno, durante i mesi estivi, da maggio a settembre torna a nuova vita. Vi si può accedere tramite l'omonimo hotel.Il ristorante è stato creato all'interno della grotta con la volta fatta di calcare e si affaccia direttamente sul mare. Dal costone roccioso si affacciano anche 20 camere affacciate sul Mar Adriatico con vista sul centro storico di Polignano. Fiocamente illuminato e dotato di arredi realizzati solo con materiali naturali per mimetizzarsi con l'ambiente circostante, il ristorante si trova proprio sotto l'albergo.